Premio Pannaggi / Nuova Generazione 2018 a Marco Cingolani

09 Novembre 2018

Marco Cingolani è il vincitore della prima edizione del Premio Pannaggi/Nuova Generazione, un’iniziativa nata da un’idea dell’Associazione Amici di Palazzo Buonaccorsi a sostegno dei giovani artisti e per la promozione dell’arte contemporanea nelle Marche.

Il Centro Luigi di Sarro che ha collaborato al progetto, in linea con la sua quarantennale attività di promozione di giovani talenti a livello nazionale e internazionale, accoglie nei suoi spazi espositivi la  personale  del giovane artista recanatese dal titolo PROJECTIONS AND VISIONS.

La commissione  del Premio Pannaggi /Nuova Generazione, Prima Edizione 2018, composta da Paola Ballesi, Katiuscia Cassetta, Nikla Cingolani, Paolo Gobbi, Loretta Fabrizi, Marina Mentoni, Luigi Ricci, ha assegnato il prestigioso riconoscimento all’artista Marco Cingolani con la seguente motivazione:
"Il giovane artista crea opere raffinate ed installazioni con materiali di ferro ed ottone portando la sue sculture al limite dell’equilibrio e oltre la soglia della stabilità allo scopo di sondare nuove possibilità costruttive ed immaginative. Sculture, grafiche ed installazioni che esplorano il vuoto e  catturano energie cosmiche e psichiche in esili e fluttuanti architetture ambientali piene di potenziali vitali e inaspettate suggestive visioni".

Figlio del Contemporaneo, Marco Cingolani sa transitare tra i vari linguaggi dell’arte  e soprattutto muoversi agilmente tra le diverse tecniche padroneggiandole con grande abilità. E’ dunque scultore ma anche incisore, pittore, fotografo, designer, anche se la sua passione resta la scultura e il materiale d’elezione, il ferro, anzi il fil di ferro. Con il fil di ferro crea manufatti esteticamente impeccabili per la leggerezza della materia, che restituisce forme  aeree  fluttuanti,  e il nitore grafico dell’elaborato che richiede un’accorta disposizione ambientale affinché spazio ed opera vengano ad intessere un gioco segnico di rimandi, di luci ed ombre.


Sia nella sequenza del filo che si raggomitola e attorciglia, che nel gioco dei frammenti ad incastro più recente, la riflessione dell’artista ruota attorno all’equilibrio degli elementi che destabilizza l’impianto della scultura tradizionale, decostruisce gli statuti della rappresentazione per varcare la soglia della precarietà. Ed è proprio nell’esercizio della provvisorietà che le opere mostrano tutta la loro forza ma anche la loro fragilità. Dialogano con lo spazio e la luce come segni puri che si spingono agili nel vuoto o tracce di linee in tensione che intrecciano immateriali textures leggere e volatili, aggregati effimeri prodotti da campi di forze invisibili. In essi l’artista concentra la propria azione creativa intrisa di intenso investimento emozionale come fossero composizioni di energie fisiche e psichiche materializzate in strutture astratte ed essenziali nel cui precario impianto rispecchia il suo vissuto restituendo fisionomie aeree simili a veri e propri autoritratti, sagome di corpi, ombre e ologrammi che appaiono come improvvise, sorprendenti e fuggevoli visioni.

Un sentito ringraziamento al main sponsor Simonelli Group.

 


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